6 COSE CHE (FORSE)
NON SAPPIAMO SULLE EMOZIONI

Luca Spadaro

Non c’è dubbio che se parliamo di teatro il termine “emozione” ci salirà alle labbra molto presto. Quando leggiamo l’opera di un grande regista, immancabilmente troviamo molte pagine dedicate al problema delle emozioni "artificiali" che gli attori mostrano agli spettatori.

Guardando uno spettacolo o un film molti di noi vorrebbe ridere, piangere, aver paura, insomma provare emozioni.

Eppure delle emozioni sappiamo pochissimo: cosa sono, a cosa servono, come si fingono…

 

Ecco un breve elenco che potrebbe essere un punto di partenza per discutere di "emozioni teatrali".

 

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1. Da più di cento anni gli scienziati studiano e misurano le emozioni. Nel 1890 uno psicologo disse: “Se noi immaginiamo qualche emozione intensa e poi cerchiamo di astrarre dalla nostra coscienza di essa tutte le percezioni dei sintomi corporei, troviamo che non rimane nulla.”

Questa intuizione scientifica è il punto di partenza per ogni studio dell’emozione in scena.

 

2. Una famosa leggenda teatrale narra che Eleonora Duse sapesse arrossire sul palco al momento giusto, “a comando”. Accadeva veramente? E se sì come faceva? Pare che la discussione in proposito fosse molto accesa nella prima parte del ‘900.

 

3. Un recente studio neuroscientifico ha dimostrato che di una persona arrabbiata noi osserviamo le mani (soprattutto quella destra), di una persona felice guardiamo soprattutto il viso.

 

4. In nessuna Scuola di teatro si studia come gestire l’ansia da palcoscenico.

 

5. I registi parlano spesso di emozioni. Ecco una minuscola antologia di frasi celebri:

 

“Lei stava solo pensando a non perdere il sentimento! È un compito sbagliato nella maniera più assoluta. E poi perché mai dovrebbe piangere? Lasci che sia lo spettatore a versare le sue lacrime.” (Stanislavskij)

 

“Non sarebbe indecente questa specie di secrezione sentimentale sbattuta in faccia al pubblico?”

(Ronconi)

 

I sentimenti non possono essere comandati, possono solo essere aiutati.”

(Michail Cechov)

 

La posizione del nostro corpo nello spazio influisce su tutto ciò che chiamiamo emozione.”

(Mejerchold)

 

L’attore può confondere “l’agitazione nervosa per emozioni autentiche.”

(Richards)

 

6. Uno studio dell’università di Parma rivela che assistere a uno spettacolo teatrale insieme ad altre persone, sebbene sconosciute, induce la spontanea sincronizzazione dei ritmi cardiaci degli spettatori.

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Luca Spadaro

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