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LA CURVA A CAMPANA DELL'ANSIA 

Relazione tra ansia e performance secondo la scienza

Daniele Vagnozzi

Molto spesso noi attori e performer siamo schiavi della nostra ansia perché non la conosciamo, non sappiamo come funziona e, dunque, ci sembra imprevedibile e pericolosa.

 

Può aiutare sapere che esiste un andamento caratteristico dell'ansia che segue, di frequente, una forma matematica che abbiamo già incontrato a scuola: la curva di Gauss.

Nel 1908 gli psicologi Robert M. Yerkes e John Dillingham Dodson formularono la teoria secondo cui il rendimento e la prestazione aumentano con l'aumentare dell'attivazione fisiologica e mentale (Arousal), ma fino ad un certo punto. Oltre quel limite, quando l'attivazione diventa troppa, la prestazione crolla.

 

L'ansia è, a tutti gli effetti, un'attivazione extra-ordinaria del corpo e della mente in reazione ad un pericolo reale o percepito.

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La Teoria di Yerkes e Dodson è anche chiamata Teoria della Curva a Campana o Teoria della U invertita, poiché la prestazione migliora progressivamente fino al massimo livello sopportabile di ansia, dopodiché la prestazione peggiora e scende in picchiata.

Le famose "giornate di grazia" degli attori, si verificano al centro della curva quando l'ansia è alta al punto giusto da tirar loro fuori il massimo.

 

Cosa dice agli attori e ai performer questa teoria?

L'ansia è essenziale per dare il meglio sul palco, il suo compito è, infatti, quello di "tenerci sul pezzo". Bisogna, tuttavia, allenarsi a tenerla sotto una certa soglia altrimenti si trasforma da carburante ad ostacolo.

PSICOLOGIA DELLO SPORT: IL CALCIO DI RIGORE

 

La "prestazione" dell'attore, se così possiamo chiamarla, può essere considerata simile a quella dello sportivo durante una gara, per via dell' impegno fisico, motivazionale ed adrenalinico.

Un esempio utile che può aiutarci ancor meglio a comprendere come funziona la curva a campana dell'ansia è il calcio di rigore.

Pensate ad un calciatore che deve tirare l'ultimo rigore della finale di un campionato del mondo. Un alto livello di adrenalina è fondamentale per segnare il goal decisivo. Al contrario un livello troppo basso gli farà tirare troppo piano o in modo banale, mentre un livello eccessivo gli farà mandare la palla alta sopra la traversa.

 

LA CURVA A CAMPANA VALE PER TUTTI?

 

Ricerche nell'ambito della Psicologia dello Sport hanno evidenziato che ogni persona ha la sua zona ideale di ansia all'interno della quale riesce a funzionare a livello ottimale.

 

Potremmo dire, dunque, che ognuno ha la sua curva a campana di funzionamento dell'ansia, c'è chi può averla più spostata a sinistra nel grafico (è necessario un grado minore di ansia per raggiungere la top performance) oppure più a destra (è necessario un grado maggiore di ansia per dare il massimo). Questa teoria si chiama Zone Individuali di Funzionamento Ottimale (Individual Zones of Optimal Functioning, IZOF) ed è stata elaborata da Yuri Hanin (1995;2007).

Bibliografia

Hanin, Y. & Pasi, S. (1995) Performance affect in soccer players: An application of the IZOF model. International Journal of Sports Medicine, 16.04: 260-265.

 

Hanin, Y.L. (2007) "Emotions and athletic performance: Individual zones of optimal functioning model.

 

Teigen, K.H. Yerkes-Dodson: A law for all seasons. Theory & Psychology 4.4: 525-547.

 

Salminen, S. et al. (1995) Anxiety and athletic performance of Finnish athletes: Application of the zone of optimal functioning model. Personality and individual differences 19.5: 725-729.

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Daniele Vagnozzi

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