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L'ANSIA DELL'ATTORE PROFESSIONISTA

Daniele Vagnozzi

Ai non addetti ai lavori può sembrare strano, ma sono tantissimi gli attori e i cantanti che soffrono di ansia e panico. E non stiamo parlando solamente della cosiddetta "ansia da palcoscenico" (Stage Fright) ma anche di disturbo d'ansia generalizzata, disturbo di panico e disturbo d'ansia sociale (DSM V - Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Tra i personaggi dello spettacolo più noti che raccontano apertamente della propria esperienza con ansia e attacchi di panico ci sono Giovanni Allevi, Carlo Verdone, Fedez, Andrea Bocelli e, in particolare, un figlio d'arte, l'attore Alessandro Gassman.  

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Fonte: KontroKultura, 6 ottobre 2019  - "Alessandro Gassman, la mia lotta contro gli attacchi di panico”

Alessandro Gassman ha dichiarato, in più di un'intervista, di soffrire di attacchi di panico e ansia da palcoscenico dal 2002. Il pubblico non è nuovo a dichiarazioni di questo tipo, provenienti anche da artisti internazionali, come nel caso di Emma Stone, Adam Driver o delle cantanti Adele, Rihanna e Ariana Grande. 
 

Eppure sembra evidente che, nonostante questi saltuari e sparuti "outing", nel nostro settore, fatto di prove e di debutti, di attori e di registi, di ansia si parli veramente poco. Anzi pochissimo. Il tema è ben lontano dall'essere socialmente accettato e vissuto con serenità da chi lo vive sulla propria pelle. 

 

 

Il motivo principale è che l'attore si vergogna di provare ansia e la capacità di gestirla è considerata una dote pregressa e scontata, fin dai provini per entrare nelle varie accademie e scuole professionalizzanti, in cui la gestione dello stress e dell'ansia è considerata, a volte, persino parte del cosiddetto "talento". A prova di ciò, notiamo che nessuna scuola italiana (e pochissime in Europa), possono annoverare l'insegnamento di questa competenza tra le materie della propria offerta formativa.

 

Al contrario, molti studi ci rivelano che essere in ansia prima o durante lo spettacolo è assolutamente normale!

 

GESTIRE L'ANSIA NON C'ENTRA COL TALENTO 


Non è un fatto né di talento né di merito e non rivela nulla della professionalità o dell'idoneità di quella persona a fare il lavoro di attore o attrice, l'ansia è un processo automatico della mente e del corpo che reagiscono ad un potenziale pericolo, è frutto di secoli di evoluzione e non dipende da noi.

Può essere evitata? No. Può essere gestita? Sì. 

Quante volte sentiamo di star recitando male perché ci stiamo giudicando ed il fatto stesso di giudicarci ci porta a recitare peggio e, nel mentre, ce ne accorgiamo e, quindi, iniziamo a giudicarci ancora di più? Ci sentiamo in balìa degli eventi ed il peggio è che, il più delle volte, tornando in camerino, ci aspettiamo che il regista o il collega di turno ci dica "Perché hai fatto così schifo stasera?", ma quello che sentiamo è "bravo, bel lavoro". Questo ci fa sentire ancora più frustrati perché significa che non abbiamo la minima consapevolezza del nostro lavoro. Siamo persi.

"Se sono in ansia non posso recitare bene". Chi lo dice?  Non ci sono prove scientifiche a favore di questa tesi. L'ansia è un ospite che si impara a gestire e può, al contrario, essere il carburante essenziale di una buona performance. Iniziamo cambiando il nostro sguardo. 

Per approfondimenti...

A. Gassman: La mia lotta contro gli attacchi di panico - Articolo

A. Gassman: All'improvviso l'ansia che sale - Articolo 

Top 10 Celebrities with Stage Fright and Perfomance Anxiety - Articolo

Mor, Shulamit, et al. "Perfectionism, control, and components of performance anxiety in professional artists." Cognitive Therapy and Research 19.2 (1995): 207-225.

Aaron, Stephen. Stage fright: Its role in acting. University of Chicago Press, 1986.

Goodman, Gordon. Actors and fear: The role of stage fright. Diss. Fielding Graduate University, 2011.

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Daniele Vagnozzi

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